Eroi o no (…) l’Italia piange ancora

Il sergente Massimiliano Ramadù e il caporal maggiore Luigi Pascazio non ci sono più. Si tratta dell’ennisma perdita per l’Italia. La lista dei morti ormai diventa sempre più lunga e quella terra chiamata Afghanistan è ormai triste teatro di tutto ciò.
Rimpatriati ieri con un C-130 dell’Aeronautica militare atterrato a Ciampino, i feretri dei due Alpini sono stati accolti presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma per renfergli omaggio l’ultima volta.

Non oso soffermarmi tanto su ìlle reazioni delle famiglie durante l’entrata delle salme avvolte dal tricolore piuttosto che nell’elogiare le cariche dello Stato che hanno preso parte alla funzione.
Il mio umile commento è a monte di tutto ciò, spiego meglio: “solo” in Afghanistan, dal 2003 ad oggi (o per meglio dire al 17 maggio 210) abbiamo perso, in missione ISAF, ben 24 militari.

Cosa significa ISAF? forza di intervento internazionale denominata “International Security Assistance Force”.Iniziata come Missione Multinazionale, dall’agosto 2003 il contingente è passato alle dipendenze della NATO.
Il suo compito? garantire un ambiente sicuro a tutela dell’Autorità afghana che si è insediata a Kabul il 22 dicembre 2001 a seguito della Risoluzione n. 1386 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 20 dicembre 2001.
In tale quadro, pur mantenendo le responsabilità assunte nell’area della capitale Kabul, l’Italia ha preso la responsabilità di uno dei cinque settori regionali, il Regional Command West, in cui l’Afghanistan è stato suddiviso (fonte Esercito Italiano).
Tra i compiti delle Forze armate italiane, oltre a quello prioritario «della difesa dello Stato», c’è quello «di operare al fine della realizzazione della pace e della sicurezza in conformità alle regole del diritto internazionale e alle determinazioni delle organizzazioni internazionali delle quali l’Italia fa parte, nello spirito dell’articolo 11 della Costituzione.

Se fosse realmente così sarebbe una situazione alquanto normale, considerando comunque il fatto che il rischio attentato è alto. Purtroppo così non è. Questi ragazzi sono mandati al macello, non sarebbe ora di ritirare le truppe (considerato il fatto che non si è cavato nulla di positivo)?
Oppure siamo ancora disposti a versare sangue per proteggere gli interessi delle multinazionali americane?

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