Ivrea Calcio.: tra sogno e realtà

La disfatta della società arancionera ha lasciato l’amaro in bocca ed ancora oggi, girovagando tra i bar dell’Eporediese, si sente parlare di spesso dell’Ivrea calcio: ricordi, vittorie, traguardi e poi l’affondo.
Per chi, come me, il calcio lo vede come una passione, uno sfogo per chi gioca e per chi è li sulla tribuna a gridar a grande voce il nome della propria squadra, non riesce farne a meno.
Così parlando con un amico, ho colto l’occasione di memorizzare le sue risposte ad ogni mia singola domanda per farne un piccolo sunto.
Tommaso Gilardini, un giovane si, ma che grazie alla assidua presenza al Pistoni può ben definire, più del sottoscritto, riflessioni ed emozioni a riguardo.

La nostrà citta vive una crisi lunghissima che non coincide temporalmente con quella che ad oggi coinvolge tutto il mondo civilizzato ma che dura da molto più tempo, almeno da quando sono iniziate le prime dismissioni all’Olivetti.
E’ un periodo duro quindi dove pensare allo sport ed in particolar modo al calcio può sembrare una eresia.
Perché, a parer tuo, sono importanti le trattative in corso per il rilancio dell’Ivrea Calcio? ” Tempo fa quando in consiglio comunale cercava di spiegare all’amministrazione per quale motivo fosse necessario un intervento diretto per salvare un patrimonio della città molti sgranavano gli occhi. Probabilmente pensavano fosse l’intervento di un appassionato, di un ultras disse qualcuno che probabilmente conosce e conosceva poco la nostra città, di un tifoso. Invece era l’intervento di un amministratore che univa alla passione sportiva per la squadra che sin da bambino seguiva sul prato del Pistoni anche la consapevolezza che se persino una delle poche realtà eporediesi che funzionavano e si imponevano a livello nazionale fosse andata perduta il senso di smarrimento ed impotenza verso il futuro avrebbe ancora di più travolto le sensibilità degli eporediesi.
Il discorso oggi è ancora valido, riuscire a far rinascere la storia centenaria degli arancioni, può essere un piccolo, piccolissimo segnale della città di rialzarsi. Piano piano, riscoprendo un calcio più provinciale e meno costoso ma forse anche più genuino.”

Una sorta di ricerca dell’unione sociale? “Avere la possibilità di sedersi vicino alla domenica e sentirsi comunità come forse, Carnevale escluso, troppe poche volte succede nell’arco dell’anno. Avere la possibilità di distrarsi dai problemi quotidiani per continuare quella storia straordinaria che si intreccia con la storia della città di domenica in domenica.”

Deduco che hai passato molti momenti al Pistoni ed in trasferta. Vuoi rispolverare qualche risordo? “ Mi ricordo ancora la trasferta a Voghera, quando perdemmo lo spareggio per la C2 ma dimostrammo una voglia di stare insieme incredibile invadendo la città lombarda in 2000.
Mi ricordo la promozione in C1 quando ebbi l’onore di essere immortalato e pubblicato nel mio grido di gioia sulla Sentinella del Canavese. In quella foto a tutta pagina dietro al mio grido c’erano tante altre grida e urla di passione.”

A te l’ultima parola. Lascia un chiaro messaggio a chi leggerà questa intervista. ” Speriamo di poter ripartire stando vicino a quegli inguaribili sognatori che tra mille difficoltà proveranno a ricominiciare la storia di una squadra e di una città.
Se ci riusciranno stiamogli vicini, andiamo allo stadio, torniamo ad appassionarci per i nostri arancioni perchè quel che piu conta nella buona e nella cattiva sorte, in C1 come in terza categoria, è che ci sia sempre qualcuno attaccatto alle reti del Pistoni pronto a gridare a più non posso:FORZA IVREA!!!! ”

Vi lascio con un emozionante video… buona visione!


Annunci