Giovani e disoccupazione

E’ evidente la disoccupazione giovanile locale e in territorio nazionale. Molti giovani e miei coetanei si ritrovano a dover lavorare per supermercati con contratti giornalieri (per fare l’inventario nel periodo di determinate feste), piuttosto che aver contratti settimanali in call center o, peggio ancora, chi pur avendo un diploma (magari tecnico) o addirittura una laurea specialistica è disoccupato.
Curriculum? Impossibile crearsene uno (possibilità di fare esperienze zero se non con contratti “tuttofare”).
Possibilità di crescita? Praticamente pari a zero.
Una situazione direi alquanto imbarazzante. In più ci si è messa pure la famosa crisi che, passata o no, ha messo e sta mantenendo in ginocchio migliaia di ragazzi.
Il Pil in caduta del 5% e 380mila posti di lavoro in meno rispetto al 2008. La crisi, nel 2009, in Italia, si è fatta sentire, con risultati tra i peggiori tra quelli delle altre grandi economie avanzate. Le imprese più colpite sono state quelle delle costruzioni e manifatturiere, mentre, dal 2000 a oggi, vi è stata una riduzione del reddito pro capite del 2,3 per cento. Praticamente, una perdita annua di oltre 360 euro a persona.
I giovani?I più penalizzati dalla crisi.
Sono circa 2 milioni i ragazzi che non studiano né lavorano, (tasso di disoccupazione giovanile salito quasi al 25 per cento).
Chi ha un lavoro poi non sta di certo con i propri attributi al sole: gli stipendi fanno fatica a crescere a causa della fortissima recessione: -6,3%, la caduta del livello del reddito nel biennio 2008-2009  e, tutt’oggi, ci sono oltre 4 milioni di persone “sotto inquadrate” sul posto di lavoro. (è quanto riportato da “Il sole 24 ore”)
Nel 2009, i giovani occupati sono calati di 300mila unità, con un tasso di occupazione giovanili sceso al 44%, con una caduta 3 volte superiore a quella subita del tasso di occupazione totale. A ciò si aggiunga, poi, che il 30% degli under 29enni ha un lavoro atipico (a fronte dell’8% dell’intera popolazione) ed è in questo segmento che si è concentrato il calo dell’occupazione (-110mila persone), contribuendo per il 37% alla flessione occupazionale giovanile rilevata nel 2009.

Dove si arriverà?
Quale futuro? (…)

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