SOS Lavoratori Compumaint srl

Negli ultimi tempi ho postato molti post riguardo la mancanza di lavoro o possibilità per noi giovani. Oggi stringo il cerchio. Parliamo di un problema locale.

Benvenuti alla Compumaint srl, nel comprensorio industriale di Scarmagno, un tempo il cuore pulsante della produzione Olivetti. Nell’azienda, tra interni ed esterni a contratto, lavorano in 67. Impegnati nell’assemblaggio, nella manutenzione e nel trasporto di stampanti destinate agli uffici postali di tutto il Nord-Ovest, dalla Valle d’Aosta alla Liguria.
Facendo un breve sunto, il 28 ottobre 2009, la Stampa in un articolo dedicato ai medesimi lavoratori riportava così: «Il lavoro? Non ci manca di certo – spiega Agostino Grassino, uno dei dipendenti, arrivato qui nell’84, quando la fabbrica aveva un altro nome e qui si costruivano i computer -. Il problema è la mancanza di liquidità e senza soldi non è possibile pagare la benzina per mettere sulla strada i furgoni, quelli che devono portare le stampanti ai clienti». Fino a pochi mesi fa la loro azienda si chiamava C&P Tecnology e filava tutto liscio: poi la Compumaint dell’imprenditore lombardo Davide Magnoni li ha assorbiti e per loro è iniziato l’incubo. Il progetto? Inserire nell’affare una terza società capace di garantire una forte ricapitalizzazione e mantenere le commesse con Poste e Olivetti. «Ma il socio che doveva portare ossigeno alle casse – spiega Lino Malerba, sindacalista Fiom – sembra sparito nel nulla». Morale: la fabbrica si è trovata in totale assenza di liquidità, il lavoro rischia la paralisi e gli stipendi sono stati bloccati. Il nuovo ad, Magnoni, al telefono spiega di essersi «rivolto ad un legale, perché io, come quegli operai, sono una vittima in questa storia». Ma loro, gli operai, sono rimasti in fabbrica, non sono fuggiti: «Lo facciamo per un senso di responsabilità. Se perdiamo questo lavoro che cosa andiamo a fare?».
Bella domanda (…)

Impossibile non condividere e cercare di aiutare questi onesti lavoratori. Ricordiamoci che potrebbe capitare a chiunque di noi; di conseguenza NON è vero che non ci coinvolga il problema. Detto ciò,sarei molto grato se faceste girar a più non posso questo post. Grazie in anticipo!

Siamo i lavoratori di Compumaint srl con sede a Scarmagno nel comprensorio ex-Olivetti.

Da settembre 2009, dopo la “sparizione” del nostro datore di lavoro, attendiamo ancora una soluzione al nostro problema occupazionale e finanziario.

Pur non percependo stipendio alcuno proprio da settembre 2009, dobbiamo presentarci in azienda tutti i giorni, e stiamo aspettando che il Tribunale d’Ivrea nella nuova udienza fissata per lunedì 14 giugno ne dichiari il fallimento e velocizzi il più possibile la concessione della Cassa Integrazione, che almeno porrebbe fine all’incertezza attuale ed a questo ormai troppo lungo periodo di mancati introiti per le nostre famiglie.

Chi ha seguito le nostre vicende ricorda che noi avevamo importanti commesse con Poste Italiane, che abbiamo strenuamente difeso e che dopo alcuni tentativi da parte di sciacalli siamo riusciti a far dirottare verso CellTel, azienda operante nel nostro stesso comprensorio che aveva dimostrato interesse verso l’attività e che si era impegnata a riassorbire noi lavoratori.

Anche su questo fronte siamo ancora nell’incertezza perché CellTel, che avrebbe dovuto assumere 20 di noi entro il 30 aprile, non ha rispettato questa data e ad oggi non sappiamo quanto verrà rispettato il verbale di accordo che stabilisce il ricollocamento di almeno 30 persone entro il 2010.

Dopo l’enorme rabbia e delusione per il rinvio dell’udienza del 27 aprile, questa volta ci aspettiamo che il Tribunale fallimentare di Ivrea, a cui facciamo un accorato appello, metta la parola fine a questa per noi angosciante, dolorosissima ed ormai intollerabile vicenda.

Siamo sempre più stanchi ed arrabbiati e, oltre all’obbiettivo immediato ed ormai inderogabile della Cassa Integrazione per sostenere noi stessi e le nostre famiglie, desideriamo fortemente riprendere al più presto quel lavoro che ci è stato, per ora, solo promesso e mai dato.

Vogliamo tornare a fare dignitosamente il nostro lavoro, come fin’ora abbiamo sempre fatto, ma abbiamo bisogno che tutti, il Tribunale, la Celltel, le istituzioni locali, ci aiutino a trovare finalmente una soluzione dopo tanti mesi di inaccettabile solitudine.

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