Commenti per far riflettere: 2° testimonianza

Come fatto per il papà del geniere della 132esima corazzata Ariete Alessandro Garofolo, mi sembrava doveroso fare per le altre dichiarazioni fatte in queste settimane di articoli pubblicati e quindi i vari commenti. Questo per dimostrare ancora una volta che (purtroppo) il Maresciallo Diana e il Maggior Calcagni sono solo due esempi su migliaia di casi.. ma TUTTI meritano la stessa attenzione e, per chi non c’è più, lo stesso ricordo.
Forse non saranno appetibili a livello giudiziario per un vero e proprio dossier, ma credo fermamente che per chi (come noi, attivi in questa causa) ha un cuore, per chi si sente davvero un Fratello d’Italia, per chi davvero rispetta la divisa, per chi vuole aiutare davvero chi fino a qualche hanno fa serviva lo Stato, questi incisi che sotto riporterò, non sono semplici commenti, ma frasi che, scritte col cuore, ci danno ancora un motivo in più per rendersi attivi, operativi, volti ad avere giustizia… e non far parte di chi piace star quieto in questo silenzio assordante.

Vi prego ragazzi …NON MOLLATE …non si può chiudere gli occhi e girare la testa davanti alla morte e alla sofferenza di tanti giovani ragazzi come voi.. che l’unica colpa che hanno di aver servito la Patria e onorato il tricolore per la PACE …
Sono più di 10 anni che la vita di mio figlio è diventata un inferno …un vero calvario , nel ’96 ha partecipato a due missioni in Bosnia , ha una intossicazione da metalli pesanti ,sono stati compromessi Il fegato,il pancreas,la prostata ,il sistema nervoso , i reni ,ha continui attacchi di cefalea ,per alleviare le sue sofferenze ha bisogno di continue terapie e controlli .
Noi siamo soli …. l’unica persona che ci è stato di aiuto è stato il Maggiore Carlo Calcagni .
Angela

Sono la vedova di un militare del Reggimento San Marco deceduto tre anni fa a soli 47 anni,a causa di un carcinoma gastrico con metastasi ossee e al midollo. Oltre alla morte e alla malattia non c’è peggior cosa dell’indifferenza del nostro Stato nei confronti di chi deve lottare per sopravvivere e delle famiglie che hanno perso i propri cari ma non hanno avuto alcun riconoscimento. Se è vero che lo Stato siamo noi, dovremmo impegnarci affinchè le cose cambino e sostenere Carlo non solo a parole. Grazie a lui sono venuta a conoscenza dei diritti di cui nessuno mi aveva parlato ,anche se poi mi sono stati negati .Nonostante i suoi problemi di salute, si prodiga per gli altri e questo dovrebbe far riflettere.

Anna  25 giugno 2010

Sarei grato se, dopo aver letto questi due commenti agghiaccianti, chiudeste gli occhi, pensaste un po’ a ciò che vi dice il cuore e, se vi spinge ad unirvi alla mia battaglia, commenti questo umile post.

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