Il Maggior Calcagni ha le prime risposte: Qualcosa si muove?

La lotta si sta facendo sempre più intensa e, oltre a giovani blogger come me e persone dall’animo nobile che contribuiscono in aiuti economici e sociali, gli stessi soldati colpiti interagiscono, NON demordono.
Sul profilo personale del Maggiore Carlo Calcagni si legge “NEL MOMENTO IN CUI STAI PENSANDO DI ARRENDERTI, PENSA AL MOTIVO PER CUI  HAI TENUTO DURO COSÌ A LUNGO”.

Questa è la frase di stato di Carlo e da qui si può dedurre tutta la forza interiore che ha quest’uomo.
Non si è mai arreso e questo post è dedicato appunto alla sua tenacia, alla sua voglia di giustizia.
Come ben sappiamo e come credo ai aver dimostrato in qualche post precedente, ci sono molte interrogazioni, comunicati stampa (…) ai quali non si ha mai avuto risposta; questa volta però ad una interrogazione è arrivata la risposta.

Per motivi di spazio (l’interrogazione è costituita da 60 pagine), mi limito a postarvi il link dal quale potrete leggere l’allegato. Clicca qui.

A tal interrogazione il sottosegretario Cossiga risponde;

Legislatura 16º – 4ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 141 del 06/07/2010
Interrogazione

Il sottosegretario COSSIGA risponde all’interrogazione n. 3-01376, a firma del senatore Caforio e vertente sul sostegno ai militari che hanno contratto patologie durante l’attività di servizio, osservando innanzitutto che la normativa vigente, per quanto riguarda sia l’aspetto risarcitorio che quello relativo all’assistenza, appare idonea per un adeguato supporto al personale appartenente alle Forze armate italiane che si sia ammalato negli scenari operativi all’estero o sul territorio nazionale.

Numerose sono, infatti, le prescrizioni al riguardo, contenute in una pluralità di atti normativi di diverso rango come la legge n. 266 del 2005 (che ha equiparato i militari di cui sopra alle vittime del dovere), il decreto del Presidente della Repubblica n. 243 del 2006 (che prevede per il personale in questione una speciale elargizione, l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario ed il riconoscimento dell’assistenza psicologica a carico dello Stato), le leggi nn. 222 (che ha  esteso il beneficio della speciale elargizione, nell’importo previsto per le vittime del terrorismo, a tutte le vittime del dovere -compresi i soggetti equiparati- e della criminalità organizzata), e 244 (che ha autorizzato la spesa di 10 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2008-2010, per il riconoscimento di adeguati indennizzi al personale che abbia contratto infermità o patologie tumorali connesse all’esposizione e all’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, prevedendo altresì particolari ed ulteriori benefici), del 2007, ed il decreto del Presidente della Repubblica n. 37 del 2009 (che ha previsto per il personale in questione il beneficio della speciale elargizione, pari a 2.000 euro per punto percentuale d’invalidità o 200.000 euro in caso di decesso). Inoltre, ai sensi dell’articolo l0 del decreto del Presidente della Repubblica n. 461 del 2001, il riconoscimento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio è demandato ad uno specifico comitato di verifica, istituito ed operante alle dipendenze del ministero dell’Economia ed il cui parere assume carattere vincolante ed obbligatorio per l’amministrazione della Difesa, la quale provvede -ai sensi di quanto disposto dalle leggi nn. 266 del 2005 e 296 del 2006- al rimborso delle spese sanitarie

Per quanto concerne, quindi, l’aggiornamento degli elenchi riguardanti i militari ammalatisi nelle missioni internazionali nonché, più specificatamente, quello delle vittime del dovere, l’osservatorio epidemiologico della Difesa (OED), attivo dal 2007, attua il monitoraggio continuo di tutti i casi di malattie neoplastiche e di decessi ad esse conseguenti (a prescindere dal possibile nesso causale), per il personale impiegato sia all’estero che in patria. Il monitoraggio viene effettuato anche per le malattie infettive e per tutte le patologie con prognosi superiore ai 45 giorni.

Con specifico riferimento alla situazione del maggiore Calcagni, precisa quindi che allo stesso è stata riconosciuta la dipendenza da causa di servizio per l’infermità da cui è affetto, con contestuale riconoscimento della pensione privilegiata ordinaria di prima categoria, dell’equo indennizzo, di due assegni vitalizi e della speciale elargizione, nonché, ovviamente, dell’esenzione dal ticket per ogni prestazione sanitaria. Peraltro, considerata la necessità, da parte dell’interessato, di sottoporsi ad ulteriori cure specialistiche all’estero, è stato altresì autorizzato il rimborso di spesa per delle cure eseguite presso un centro di altissima specializzazione in Inghilterra.

Relativamente, da ultimo, agli elenchi dei nominativi di coloro che sono riconosciuti quali vittime del dovere, rileva che il competente servizio del ministero dell’Interno ha l’incarico di formare una graduatoria unica nazionale, di aggiornare l’inserimento dei dati e di pubblicarla sul proprio sito internet ufficiale. Nell’ambito di tale procedura, a causa di un mero errore di carattere tecnico dovuto ad un malfunzionamento del programma informatico, si sono determinati alcuni sfalsamenti del cognome e del nome dei soggetti rispetto ai rimanenti campi ad essi abbinati, prontamente rettificati lo scorso 5 giugno con contestuale informativa al Presidente dell’Associazione delle vittime del dovere. L’inconveniente, inoltre, non ha arrecato alcun danno economico ai soggetti interessati.

Replica il senatore CAFORIO (IdV), sottolineando la particolare valenza del caso riportato nel suo atto di sindacato ispettivo (relativo ad un ufficiale dal brillante curriculum colpito da una grave patologia che aveva subito evidenti danni  morali a causa delle inefficienze della burocrazia ed al quale non era stata prestata nemmeno la dovuta assistenza psicologica), e dichiarandosi parzialmente soddisfatto delle delucidazioni ricevute.

Come lecito che sia, mi sembra il caso di soffermarsi su alcuni incisi di questa risposta. Prima di ciò però, vorrei sottolineare la mia chiara intenzione di non fare demagogia su ciò, ma semplicemente far chiarezza.

Analizziamo un po’ la risposta di Cossiga

“Peraltro, considerata la necessità, da parte dell’interessato, di sottoporsi ad ulteriori cure specialistiche all’estero, è stato altresì autorizzato il rimborso di spesa per delle cure eseguite presso un centro di altissima specializzazione in Inghilterra”.

Assurda una tal risposta considerato che il Maggior Calcagni NON ha avuto alcun rimborso.

“Inoltre, ai sensi dell’articolo l0 del decreto del Presidente della Repubblica n. 461 del 2001, il riconoscimento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio è demandato ad uno specifico comitato di verifica, istituito ed operante alle dipendenze del ministero dell’Economia ed il cui parereassume carattere vincolante ed obbligatorio per l’amministrazione della Difesa, la quale provvede -ai sensi di quanto disposto dalle leggi nn. 266 del 2005 e 296 del 2006- al rimborso delle spese sanitarie”.

A questa dichiarazione, il Maggior Calcagni risponde “ SONO SODDISFATTO DI TAL RICONOSCIMENTO  DELLA DIPENDENZA DELLA MIA INFERMITA’ MA TERREI A PRECISARE CHE AD OGGI NON HO ANCORA RICEVUTO UN CENTESIMO DEI “MIEI” SOLDI SPESI PER LE CURE…MENTRE HANNO ORDINATO ALLA SCUOLA DI CAVALLERIA DI LECCE CON MESSAGGIO DATATO 15 GIUGNO 2010…RICEVUTO IN PARI DATA DALLA SCUOLA DI CAVALLERIA DI LECCE…DI RIMBORSARE AL SOTTOSCRITTO EURO 7580 PER IL RICOVERO DI GENNAIO-FEBBRAIO, A FRONTE DI UNA SPESA DI 50 MILA EURO CIRCA, ED EURO 4320 PER IL RICOVERO DI GIUGNO, A FRONTE DI UNA SPESA DI 40MILA EURO CIRCA”.

Detto questo, mi sembra il caso di (almeno in questo post) accettare ciò che c’è di buono: una risposta è arrivata. Sarà un segno? Ci stiamo facendo sentire? Credo proprio di si.. e ora più che mai Carlo e gli altri soldati hanno bisogno di noi.

Annunci